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Stanotte è arrivato il Caldo. Non ero stato avvisato del suo arrivo, ma ormai lui conosce la strada e non ha avuto difficoltà a trovarmi. Quando arriva il Caldo, sento rallentare inesorabilmente le mie (già precarie) funzioni vitali. Quando arriva il Caldo, devo sforzarmi per tenere a mente i mie (pochi) pensieri perchè vengono travolti da una confusa foschia di marmellata, alle fragole probabilmente. Si giurerei sia di fragole. Quando arriva il Caldo, faccio pensieri strani. Ebbene, quest’anno non voglio vivere tutto questo come un problema ma bensì come una possibilità. Per questo mi ritrovo a considerare con maggiore convinzione che la fuga dall’afa estiva non sia la soluzione ed ogni sorso d’acqua mi sembra sempre più il patetico rantolio di chi non vuol vedere, non vuol sentire, non vuol capire. Ma il peggio arriva con l’Aria Condizionata. Sì, proprio lei. L’Aria Condizionata ci ha reso deboli, molli, inermi davanti alle prime difficoltà abbassiamo la testa e schiacciamo un tasto. No, fermo lì. Questa non è una critica al progresso tecnologico, ma una ferma opposizione ad uno stile di vita che distruggendo ogni moto di sofferenza ci risucchia in un limbo di apatia condizionata, noiosamente fresca e inesorabilmente finta. Tutto questo ci travolge empiricamente ogni volta che abbandoniamo un centro commerciale e abbiamo la stessa sensazione di un minatore irlandese al risveglio dopo un serata al pub sottocasa. Probabilmente non otterrò la saggezza finale sudando come un paguro nel deserto, ma indubbiamente se avessi l’Aria Condizionata sarei riuscito ad addormentarmi tempo fa e questa riflessione non sarebbe mai nata. Se la cosa sia un bene o un male, non spetta a me dirlo…ma nemmeno a voi del resto.
Bicchiere di Cedrata?!
No, grazie. Sto bene così.
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Quando tutto sembra ormai finito salta fuori dal nulla questa canzone. Non ha dovuto faticare molto, le è bastato un sorriso ed io l’ho seguita. Il tempo di ascoltare le prime note, un breve sospiro e senza preavviso mi torna tutto davanti agli occhi…
…l’aeroporto, niente da dichiarare, l’incontro con il popolo dello sballo anglosassone, la prima coda, le prime birre, le ultime ore di sonno, un pulmann, la strada, il deserto, musica nelle orecchie, (a ripensarci mi viene da sorridere), ancora deserto, noia, poche parole, forse sarebbe stato meglio andare a disneyland, fermi, finalmente immobili, arrivati, deportati con i nostri bagagli rotoliamo fino ad un campeggio, il campeggio, la polvere, il campeggio è la polvere, volontari del nostro inferno privato, seguiteci, montiamo la nostra tenda, gurdiamo le loro tende, tante tende, troppe tende, chitarre, armonie pop, rifiuti, risate di gusto, urla indistinte, quel che si dice un buon vicinato, puzza, senso di appartenenza, prima nostalgia di casa, il succo d’arancia all’angolo, cambiamo aria per un po’, la strada, il paese, finalmente un posto accogliente, aria condizionata, coca cola, bocadillos, seppia, jamon, embutidos, ora va tutto bene, ancora strada, la spiaggia, il sole, il mare, un coccodrillo (?), sembra quasi vacanza, sto bene, il ritorno, il campeggio o quello che rimane dell’inferno, assalto alla doccia fredda, l’arrivo del popolo dei carrelli, finalmente il tramonto, frenesia, la voglia di arrivare, il momento di partire, di nuovo sulla strada, tanta strada, dove stiamo andando?, non lo so io seguivo te, io seguivo loro, senso di smarrimento, visioni mistiche, una pista di go kart nel bel mezzo del deserto, ricordi primordiali, qualcuno inizia ad intravedere la meta, euforia, braccialetti fosforescenti al cielo, l’ingresso, entusiasmo, inseguimenti, la paella e la birra, un prato, ma va bene anche sull’asfalto, un palco verde e finalmente la Musica.
Attimo di pausa.
Ritorno in me, respiro, cerco di fare ordine tra i miei pensieri, ma lei mi sorride di nuovo.
Corse frenetiche, sempre in ritardo sul programma, scalette, è gratis?, lo posso prendere?, fa male, tappi per le orecchie usati in modo inproprio, djset, tendoni bianchi, birra, ancora birra, dammi i soldi per la birra, non li hai?, li cerco per terra, dove sono i miei amici?, noi siamo i tuoi amici, libertà, mdma, torna qua, la stanchezza è morta, magliette a righe per l’occasione, occhiali da sole, tutto per i nostri adorati ospiti, i favolosi bagni maschili, falla prima che inizi il prossimo concerto o te ne pentirai, altro djset, non si entra, troppa gente, proviamo di qua, niente da fare, non si passa, stiamo fuori, ma balliamo lo stesso, balliamo come non abbiamo mai ballato prima, balliamo fino a diventare sudore, fame e sete, poi balliamo ancora, fine del concerto, restiamo ancora un po’, no andiamo via, la testa mi scoppia, ma non è colpa mia, troppe ore di sonno perse, ma siamo ancora in piedi, dai ancora una canzone e andiamo. Sicuro? Promesso.
La canzone finisce, immediatamente la faccio ripartire e inevitabilmente ricomincia tutto da capo.
———
Titoli di coda:
Digitalism – Idealistic
I have an idea that you are here
I had the idea that you were near
I have an idea that you are here
I had the idea that you were…near
Could it be you’re here.
Here.
Una volta che inizi a correre non ti puoi certo fermare al primo fiatone e ti conviene smettere subito di ascoltare quella vocina nel cervello che ti dice di mollare, non vuole il tuo bene e ormai dovresti averlo capito. Una volta che inizi a correre non dar ascolto all’acido lattico che tenterà in tutti i modi di buttarti a terra, svilendo e mortificando il tuo fisico per arrivare a fiaccare il tuo spirito, difenditi come puoi, sapendo che questa sofferenza non se ne andrà e non ti resta che imparare a convinverci. Una volta che inizi a correre non dovresti seguire il sentiero già battuto, non dovresti farlo per arrivare prima degli altri, dovresti farlo per te stesso, cazzo!, mica vuoi far tutta questa fatica per finire a raggiungere la felicità di qualcun’altro?! Ma fatti coraggio, questi sono nemici che hai imparato a conoscere e sai bene come affrontare, strada facendo sono convinto che imparerai anche a sconfiggerli poco alla volta.
Una volta che inizi a correre dovrai tirar dritto finchè non sarà il cuore a dirti quando è il momento di fermarti, solo il cuore può fare di te polvere o miele, solo lui sa cosa vuoi, sta a te correre abbastanza per ottenerlo.
Ci sono giorni in cui ti chiedi dove stai correndo, in passato ti saresti fermato a pensarci un po’ su, ora hai ventanni e non puoi farlo più, la voglia di andare ti scorre nelle vene e il ricordo di tutto quello che non eri quando stavi fermo ti fa stringere i denti e correre ancora più forte, probabilmente lo capirai solo al traguardo il motivo di tutto questo correre, però ascolta me, affrettati a raggiungerlo questo maledetto traguardo, forse sei sarai fortunato, ti sarà avanzato un po’ di tempo per riposarti un po’, prima di iniziare a correre di nuovo via di qua.
Oggi mi sono ferito da solo,
per vedere se sono ancora in grado di sentire,
mi sono concentrato sul dolore,
l’unica cosa reale
L’ago fa un buco
la vecchia familiare puntura
che cerca di uccidere ogni cosa
ma io ricordo tutto
Cosa sono diventato?
mio dolce amico
tutti quelli conosco
vanno via alla fine
E potresti avere tutto
il mio impero di fango
Ti abbandonerò
Ti farò soffrire
Ho portato questa corona di spine
sulla mia sedia da bugiardo
pieno di pensieri interrotti
(che) non posso riparare
Sotto le macchie del tempo
i sentimenti scompaiono
tu sei qualcun altro
Io sono ancora qui
Cosa sono diventato?
il mio più caro amico
tutti quelli che conosco
vanno via alla fine
E potresti avere tutto
il mio impero di fango
Ti porterò in basso
Ti farò soffrire
Se potessi ricominciare da capo
a un milione di miglia da qui,
mi contrellerei,
troverei un modo..
Johnny Cash
(1932 – 2003)
Ora che la sessione esami è finita, possiamo riderci su.
© Melara & Rossi, Fortezza Bastiani, 92′, 2002.
© Nanni Moretti, Ecce Bombo, 103′, 1978.

