Stavo lì al buio a pensare ai fatti miei, quando, tutto d’un tratto, mi dimenticai completamente di voi, di me e del resto delle cose che ingenuamente chiamo vita. Così, senza motivo apparente mi ritrovai a fluttuare nel silenzio, in totale armonia con il mondo. Tutto era tranquillo, finchè, non chiedetemi come, non chiedetemi perchè, mi ritrovai in piena estate a respirare a pieni polmioni l’esplosione di gioia che una caravona di luci e colori portava con sè. Mi avvicinai e dai finestrini riuscii a scorgere tutti i miei sogni, meticolosamente disposti senza senso alcuno e delicatamente rumorosi. Senza badare a farmi troppe domande iniziai a correrle dietro fino al fiume e alla sua fine, poi uno sguardo al mare e al suo inizio e poi via in volo verso l’orizzonte e l’infinito.
Un battito d’ali per respirare un po’ di pace.
Un battito di cuore per ripiombare alla realtà.
Un battito di ciglia ed eccomi in camera mia.
Sveglio, o quasi.
Il cellulare sta vibrando sul comodino, ovviamente è il poeta in compagnia della sua crisi di mezza età, prematura e progammata per palesarsi nelle ore in cui generalmente dormo, inevitabilmente mi rendo subito conto di essere ripiombato in piena primavera, anzi no, mancano ancora un paio giorni, desolatamente incastrato in questo pressochè infinito inverno. Merda!
“Pronto..” biascico al telefono, ma non posso fare a meno di chiedermi: “Lo sei davvero?!”.
Riaggancio il telefono e torno sotto le coperte, il poeta capirà, la mia carriera universitaria no.

1 comment
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Marzo 21, 2008 a 3:44 pm
davidkaworu
Dura la vita…specie quella di hobbit malvagio…