Stanotte è arrivato il Caldo. Non ero stato avvisato del suo arrivo, ma ormai lui conosce la strada e non ha avuto difficoltà a trovarmi. Quando arriva il Caldo, sento rallentare inesorabilmente le mie (già precarie) funzioni vitali. Quando arriva il Caldo, devo sforzarmi per tenere a mente i mie (pochi) pensieri perchè vengono travolti da una confusa foschia di marmellata, alle fragole probabilmente. Si giurerei sia di fragole. Quando arriva il Caldo, faccio pensieri strani. Ebbene, quest’anno non voglio vivere tutto questo come un problema ma bensì come una possibilità. Per questo mi ritrovo a considerare con maggiore convinzione che la fuga dall’afa estiva non sia la soluzione ed ogni sorso d’acqua mi sembra sempre più il patetico rantolio di chi non vuol vedere, non vuol sentire, non vuol capire. Ma il peggio arriva con l’Aria Condizionata. Sì, proprio lei. L’Aria Condizionata ci ha reso deboli, molli, inermi davanti alle prime difficoltà abbassiamo la testa e schiacciamo un tasto. No, fermo lì. Questa non è una critica al progresso tecnologico, ma una ferma opposizione ad uno stile di vita che distruggendo ogni moto di sofferenza ci risucchia in un limbo di apatia condizionata, noiosamente fresca e inesorabilmente finta. Tutto questo ci travolge empiricamente ogni volta che abbandoniamo un centro commerciale e abbiamo la stessa sensazione di un minatore irlandese al risveglio dopo un serata al pub sottocasa. Probabilmente non otterrò la saggezza finale sudando come un paguro nel deserto, ma indubbiamente se avessi l’Aria Condizionata sarei riuscito ad addormentarmi tempo fa e questa riflessione non sarebbe mai nata. Se la cosa sia un bene o un male, non spetta a me dirlo…ma nemmeno a voi del resto.
Bicchiere di Cedrata?!
No, grazie. Sto bene così.
